AeCI

Un’opinione sulla revisione del DPR 133

Ok, parliamo della proposta di DPR per volo libero da poco presentata.

Innanzitutto diciamo che non si tratta di una proposta di legge per la sicurezza, l’obiettivo è ben altro. Vediamo perché.

Dal 2010 noi del volo libero non abbiamo limiti di quota. FL195 è il nostro limite, voliamo VFR. Si è verificato un solo incidente o mancato incidente che si sarebbe potuto evitare con limiti più stringenti? No, però i limiti vengono reintrodotti nonostante l’esempio di paesi europei dove il volo libero è più popolare del nostro e dove gli enti pubblici che in quei paesi veramente si occupano di sicurezza i limiti non ci pensano neanche a proporli.

Dal 2010 noi del volo libero non abbiamo limiti di sorvolo. Si è verificato un solo incidente o mancato incidente che si sarebbe potuto evitare con divieto di sorvolo di strade, ferrovie, capannoni? Stessa situazione di cui sopra con l’aggravante che il non poter attraversare strade o ferrovie di fatto rende illegale quasi ogni volo. Addirittura ci sono scuole che non potrebbero fare attività didattica senza attraversare strade o ferrovie. Ma la scappatoia c’è perché è possibile “quando strettamente necessario” attraversarle perpendicolarmente. Cosa potrà mai essere “strettamente necessario” in una disciplina da diporto? Lo stesso volare non è “strettamente necessario”, figuriamoci se può essere “strettamente necessario” volare su una ferrovia o una strada. Ecco creata una norma che mette tutti sotto scacco perché a decidere cosa è “strettamente necessario” è l’ente, al quale con questo dpr si danno anche poteri sanzionatori. Tutti voleranno attraversando strade e ferrovie, incluse le scuole, tutti saranno potenzialmente soggetti a sanzioni. Fate i bravi quindi.

Stessa cosa per i centri abitati che oggi possiamo sorvolare a quote di sicurezza e con il nuovo dpr non potremo più sorvolare. Tranne “quando imprescindibile”. Anche qui l’imprescindibilità non è definita e chi ha poteri sanzionatori può applicarli secondo il proprio giudizio.

Nel volo libero il paracadute di soccorso non è mai stato obbligatorio, eppure lo usiamo tutti. Tranne chi fa speed riding dove oggettivamente è del tutto inutile o chi fa paralpinismo planando giù dalla montagna a fine scalata con mezzi estremamente stabili in condizioni generalmente tranquille e dove ogni grammo in più limita l’attività. Si è mai verificato un solo caso di incidente o mancato incidente che non sarebbe successo con un paracadute che non c’era? Anche qui un obbligo inutile che non risolve problemi ma ne crea: ne crea ai paralpinisti, a chi fa speed riding e probabilmente anche alle scuole che per come è scritta la legge dovranno usarli per i campetti.

Parliamo di precedenze? Un copia-incolla di regole vecchie 30 anni, superate dalla direzione che sta prendendo il resto dell’Europa. Ma chi ha scritto questa proposta non lavora in Europa per la sicurezza del volo libero. Non sono certo quelle le priorità.

Nel testo si parla di radio: “Durante l’attività di volo e l’attività didattica, per le comunicazioni vengono impiegate radio FM utilizzando le frequenze appositamente assegnate o radio di libero uso.”. 
FM è una modalità di modulazione del segnale, non è una specifica di una classe di apparati e neanche un tipo frequenze, in pratica non significa nulla. Non esistono radio di libero uso utilizzabili in volo né frequenze appositamente assegnate. Se frequenze appositamente assegnate esistessero questa riga sarebbe superflua. Quindi che radio usiamo? 
Sono le norme sulle radiofrequenze a dover essere modificate per poter avere finalmente una frequenza da usare legalmente.

La sicurezza proprio no. Vediamo quali sono, invece, i veri obiettivi della proposta.

Innanzitutto si legittimano i regolamenti didattici che oggi sono fuori legge (e c’è un ricorso) e quindi bisogna metterli in sicurezza modificando la legge.
Questo serve anche e soprattutto per mettere in sicurezza le entrate economiche, perché tra le regole illegittimamente introdotte nei regolamenti c’è il fatto che se non paghi l’obolo per l’annotazione della visita medica perdi l’attestato e devi rifare l’esame. La cassa è importante e questo giustifica la fretta. Che il testo sia stato scritto di fretta è evidente. Ci sono parecchi refusi in giro per il testo, in alcuni articoli addirittura si parla di VDS/VM (volo a motore) invece che di VDS/VL (volo libero).
Ma perché prendersela se l’ente si preoccupa di assicurarsi le entrate? Sono soldi ben spesi quelli che diamo all’ente, no? In fondo AeCI spende un sacco di soldi per dare servizi a noi piloti, giusto? Dai, pensane una di iniziativa a favore dei piloti. Servizi meteo? Servizi di sicurezza? Interventi a livello politico per impedire che, ad esempio, ci impongano l’uso dei defibrillatori? Formazione?

Poi è necessario introdurre poteri sanzionatori per poter meglio usare il pugno di ferro.
La proposta chiarisce infatti che AeCI può sanzionare qualunque comportamento che abbia potuto pregiudicare l’incolumità di qualcuno.
Non solo. All’art 5, quello dedicato all’emanazione di divieti, restrizioni e limiti alle operazioni di volo, al comma 3 si dice che “L’Aero Club d’Italia, nel rispetto della normativa vigente, può intervenire per fronteggiare situazioni impreviste ovvero contingenti che possano arrecare pregiudizio alla sicurezza del Volo libero ed allo svolgimento dell’attività didattica.”
Chiaro? Basta che si stabilisca che una situazione è imprevista o contingente e che può pregiudicare la sicurezza e l’AeCI può intervenire mettendo a terra tutti, piloti e scuole. Anche nelle zone e delle quote dove la legge ci consente di volare.
Di situazioni contingenti che possono arrecare pregiudizio alla sicurezza del volo libero ne possiamo trovare ovunque. Chiudiamo la zona del Cornizzolo perché ci sono stati un paio di mancati incidenti con gli alianti? E’ certamente una situazione contingente che può arrecare pregiudizio alla sicurezza. La stessa cosa si è verificata a Bassano. Qui poi visto l’affollamento di stranieri e la mole di ore volate di incidenti ne capitano più che in altre località. Insomma, una spada di Damocle sulla testa di tutti. Quindi vedete di fare i bravi.

Ma chi è che scrive queste norme? Non ci sono le firme sotto a questi testi.
Per capirlo bisogna capire com’è fatto lo statuto di AeCI. Ci sono commissioni temporanee i cui membri sono nominati dal presidente, queste commissioni si riuniscono su autorizzazione del Presidente e hanno potere consultivo non vincolante. In pratica non sono organi rappresentativi, non rappresentano nessuno, nessuno li ha eletti, non devono rendere conto a nessuno di quello che fanno.

Insomma, una proposta di legge piena di limiti, regole, poteri sanzionatori e balzelli. Ma di migliorativo cosa c’è?

Mi chiedo cosa succederebbe se AeCI applicasse la stessa solerzia nel verificare come viene messa in atto l’attività didattica, sia sul piano fiscale che sul piano della sicurezza.

Rodolfo Saccani

Un’opinione sulla revisione del DPR 133
1 Commento

1 Commento

  1. Diego Cecchetto

    22 febbraio 2016 at 11:20

    ha ha ha
    VI SFIDO a riconoscere un messaggio per la sicurezza trasmesso in mezzo a centinaia di radio private (FM appunto).

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